30 modi per fischiare: Dirige Fabrizio Pasquali

Pubblicato il 15/12/2017
15/12/2017
30 modi per fischiare: Dirige Fabrizio Pasquali

La palla era dentro o fuori? C’è stata invasione? E il fallo di seconda linea? Ma soprattutto cosa ha indicato l’arbitro? Sono queste alcune delle tante domande e discussioni che nascono durante e dopo una partita. Una sorta di alfabeto dei segnali che, oltre a quello dei palleggiatori, coinvolge gli arbitri. E proprio con Fabrizio Pasquali- arbitro in Serie A dal 1996 e internazionale del 2001 – proviamo a raccontare il mare di regole e segnali convenzionali che un arbitro deve visualizzare durante una partita. “Possiamo dividere tutto in 2 tipologie di segnalazioni: quelle sulle regole di gioco e quelle che riguardano il video-check.

Il segnale più utilizzato?
“L’autorizzazione al servizio. Movimento con il braccio disteso verso chi batte che al fischio di inizio viene portato verso il petto.

Poi veniamo a quelle che possono creare più discussioni…
C’è la palla dentro con il braccio che va a indicare il campo dove è caduto il pallone o quella fuori con entrambe le braccia portate in alto e girate verso il corpo."

E poi c’è la chiamata della palla toccata…
“Una mano che sfiora l’altra dal lato della squadra che ha commesso il tocco. Questo è il segnale convenzionale”

La partita arbitrata che ricorda con più effetto?
"Ho avuto il piacere di dirigere tante gare importanti nelle manifestazioni a cui ho partecipato. Europei, Mondiali, Olimpiadi. Diciamo che, al di là dell’emozione dei Giochi, penso che l’ultima di World League nel 2017 a Curitiba, nello stadio, tra Brasile e Francia è stata una delle più belle."

Leggi QUI l'intervista completa realizzata da Valeria Benedetti per la La Gazzetta dello Sport 

Importanza 1

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