Club Italia Crai A2 maschile: a tu per tu con Zonta, Magalini e Benedicenti

Pubblicato il 23/10/2018
23/10/2018

ll Club Italia CRAI Maschile ha iniziato con due vittorie questo campionato di Serie A2: dopo l’esperienza delle ultime tre stagioni, il team della Federazione Italiana Pallavolo, che riunisce i migliori giovani talenti del volley nazionale, sarà protagonista anche quest'anno sui campi della serie cadetta. Finiamo oggi il percorso di conoscenza degli atleti, abbiamo incontrato Nicola ZontaGiulio Magalini e Alberto Benedicenti che ci hanno raccontato le loro emozioni e i loro obiettivi. 

Quando e perchè hai cominciato a giocare?

Nicola: Ho cominciato a 10 anni perchè mia mamma voleva che provassi uno sport differente dal calcio,  ossia la pallavolo alla quale è molto affezionata.
Giulio: Ho deciso di seguire quello che faceva mio fratello, e quindi ho cominciato a giocare. 
Alberto: 7 anni fa, lo guardavo in televisione e mi appassionava molto, quindi per questo ho deciso di provare. 

Quanto l'essere uno sportivo occupa tempo nella tua guiornata? Come riesci a conciliare il lavoro e lo studio?

Nicola: Di attività sono più o meno 3/4 ore al giorno; bisogna essere bravi a conciliare tutto con organizzazione e metodo. 
Giulio: Tutto il giorno, quindi l'organizzazione di ogni singola giornata diventa fondamentale. 
Alberto: L' attività sportiva occupa 3/4 ore al giorno il pomeriggio, ma bisogna anche trovare il tempo da dedicare allo studio, quindi la programmazione è molto importante. 

Qual è la differenza fondamentale tra la vita di club e quella del Club Italia?

Alberto: C'è molta differenza, qui ogni ruolo è ben definito. C'è cura di ogni singolo dettaglio, di ogni singolo allenamento e quindi il lavoro ha una sua impostazione precisa. Inoltre  le abitudini sono diverse e quindi bisogna sapersi adattare. 

Cosa significherebbe per te vestire la maglia della Nazionale maggiore?

Nicola: E' il mio sogno fin da quando gioco a volley per cui sarebbe la cosa più bella che mi potrebbe accadere nella vita pallavolistica.
Giulio: Sarebbe un onore, vestire la maglia azzurra credo che sia il sogno di ogni bambino italiano che comincia a giocare a pallavolo. 
Alberto: Soddisfazione, un sogno che si realizza, responsabilità e onore.

Quali caratteristiche dovrebbe avere secondo te un atleta per poter diventare un modello per i giovani?

Nicola: Dovrebbe essere rigoroso negli allenamenti e nella dieta. Ma soprattutto fuori dal campo dovrebbe essere una persona responsbile e carismatica. 
Giulio: Dovrebbe rappresentare un'esempio di correttezza sia in campo che fuori dal campo. Oltre che un grande atleta anche un uomo da cui trarre ispirazione. 
Alberto: Dovrebbe essere prima di tutto educato e rispettoso. Poi ovviamente dovrebbe ragionare sempre al plurale e mai al singolare. 

Quali sono, secondo te, i valori più importanti che la pallavolo trasmette?

Nicola: Passione, divertimento, sacrificio, aiuto reciproco, condivisione e gioia.
Giulio: Il rapporto che si forma con i compagni di squadra credo sia la cosa più bella. Tutti focalizzati su un unico obiettivo, cosi si formano amicizie speciali. 
Alberto: La cultura del lavoro e del sacrificio, perchè sai che solo così potrai raggiungere dei risultati importanti. Ma anche il rispetto per il prossimo.

Quali sono stati gli eventi o le esperienze più significative della tua vita, sia in ambito sportivo sia nella tua vita privata?

Nicola: Per quanto riguarda la pallavolo, la vittoria degli scudetti U18 e U19. Nella vita privata, il fatto di andarmene da casa a 14 anni per cominciare questo percorso mi ha responsabilizzato molto. 
Giulio: A livello sportivo il fatto di aver centrato la qualificazione all'Europeo mi ha dato una grande soddisfazione. 

Dillo con un aggettivo: come vorresti essere presentato al pubblico? Quale caratteristica ti contraddistingue?

Giulio: Mi reputo una persona pacata, quindi mi piacerebbe essere rappresentato così. 

Se non avessi giocato a pallavolo cosa avresti fatto? 

Nicola: Forse avrei provato con il calcio, quel che è certo è che avrei continuato, proprio come faccio tutt'ora, con il percorso di studi. 
Giulio: Credo che avrei provato a giocare a calcio, quindi sempre nel mondo dello Sport. 
Alberto: Magari una volta finiti gli studi avrei provato ad intraprendere la carriera da allenatore. 

Come immagini il tuo futuro?

Nicola: Mha... casa e famiglia, magari figli chissà (ride ndr).

Ti piace cucinare?

Nicola: Non mi dispiace.
Alberto: Più o meno (ride ndr)

A quale causa ti senti particolarmente vicino? (volontariato, cause sociali, associazioni varie...)

Alberto: Volontariato. Credo sia importante spendersi per gli altri all'interno di una comunità. 

Come pensi si possa dare maggiore visibilità alla Pallavolo Italiana?

Giulio: Magari cercando di aumentare il seguito televisivo e mediatico, cercando di far conoscere davvero a tutti questo sport. 
Alberto: Non saprei indicare una strada precisa, magari cercando di sponsorizzarla e raccontarla ancora di più. 

Quale contributo, al di fuori del campo, vorresti poter dare alla Pallovolo?

Nicola: Vorrei che diventasse uno sport più seguito e più praticato, anche se riconosco che il calcio in questo regna da padrone.
Alberto: Vorrei cercare di fare qualcosa per rendere la Pallavolo ancora più popolare. 

Importanza 1

Importanza 2

Importanza 3

Importanza 4