ITALIA, QUATTRO FINALI CON LUCA VETTORI NEL MOTORE «SIAMO SPALLE AL MURO»

Pubblicato il 10/09/2014
10/09/2014

Intervista a Luca Vettori, Gazzetta dello Sport, 10 settembre 2014

Senza tregua, senza appello, spalle al muro. Si può scegliere l'immagine preferita per definire quest'ennesima Italia-Serbia, prima sfida della seconda fase. Le speranze sono poche per l'Italia che ha una sola possibilità: vincere. E mentre Zaytsev è rientrato a Roma dopo la distorsione alla caviglia di domenica, l'immagine della Nazionale, che si gioca quel che resta del Mondiale in 4 giorni, è Luca Vettori, finora poco usato. Protagonista improvviso all'Europeo dello scorso anno a Copenaghen, 23 anni, studente Dams, occhiali e linguaggio da intellettuale. O senza usare schemi predefiniti: ragazzo che pensa molto.

Oggi forse non partirà dalla panchina o comunque sarà protagonista. Cambia la sua prospettiva?

Sento la cosa, la avverto e paradossalmente ne sono quasi contento. Perché è un mettersi di fronte a se stessi. Confrontarsi, conoscersi. Davanti a una situazione così determinante. Vengo fuori a petto duro e ce la metterò tutta. Siamo con le spalle al muro...

Cosa pensa quando sta nell'angolo del riscaldamento?

Tutto è molto filtrato dalla propria visione e talvolta si perde l’oggettività. C’è quindi anche una patina non così positiva per la squadra. Eppure è anche questo un momento costruttivo perché non appena si esce, ci si trova protagonisti nel campo, se uno ha una certa responsabilità o una dimensione matura, pensa da gruppo e non più a se stesso.

Come si passa da squadra a singolo così velocemente?

Si è obbligati. C’è una certa differenza da quello che mi capitava l’anno scorso e quello che mi è capitato questa estate e la cosa non è ancora chiara dentro di me. Però all’Europeo ero il novellino di turno e quindi era anche più facile per me entrare e giocare incurante di tutto. Non dico che adesso c’è la pressione, ma anche quello che mi aspetto da me stesso è molto diverso. E mi sono reso conto di “cosa devo fare” in certe situazioni. Questa consapevolezza, questo essere un po’ troppo razionale, non è sempre d’aiuto. Quindi proverò a essere abbastanza puro, impido, non curante e quindi anche più positivo.

C’è un teorema nella pallavolo italiana: l’opposto (il bomber) deve essere “ignorante”, o meglio non deve pensare.

Si la conoscevo, ne aveva parlato Zorzi, che così ignoranti non mi pare che sia.

Vettori non ne fa parte.

No, ma posso assecondarne i principi.

E pesante il pensare?

Lo è nella dimensione esterna. Nel quadrato del campo meno si pensa e meglio è.

II suo ultimo allenatore di club, Luca Monti (a Piacenza) di lei ha detto: «Luca è uno che suda internamente». Definizione realistica?

Sì direi di sì.

Quello che pensano gli altri di Luca Vettori ha un peso?

Non me ne preoccupo più di tanto. Ma se queste affermazioni sono propositive, costruttive, quindi sia negative che positive, ringrazio. Se i giudizi sono prevenuti e fine a se stessi non li avverto nemmeno.

Da qualche tempo anche Luca Vettori è sbarcato su Facebook, anche se in forma mediata. Cambia qualcosa nel suo aprirsi agli altri (pratica molto ridotta finora).

Ancora in maniera modesta, gratamente. Anche questa è un'indagine. Di cosa l'atleta può fare a livello mediatico. Sto scoprendo la virtualità e questa sfera sociale. Anche qui sono sceso in campo in prima persona.

Come deve fare domani con la Serbia.

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