La Pallavolo abitua a condividere e rende scattanti

Pubblicato il 22/10/2015
22/10/2015

22 ottobre -

Donna Moderna ha intervistato Andrea Lucchetta, mettendo in evidenza l’esperienza del campione per individuare l’attività sportiva più adatta per un bambino tenendo conto della personalità e i benefici che può apportare.

Per avvicinare i bambini all’attività fisica la Ferrero, all’interno di Expo, ha lanciato l’iniziativa Kinder+Sport Joy of Moving che sostiene una serie di programmi di educazione al movimento. Gli ambasciatori degli stili di vita attivi sono atleti ed ex campioni.

“Da ragazzino giocavo a tennis, ma non mi divertivo” ha dichiarato Andrea Lucchetta che poi prosegue “ A 16 anni, in oratorio, ho scoperto la pallavolo e mi sono appassionato perché era un’attività sportiva giocosa. La noia allontana i bambini dallo sport. Evita quindi i corsi con un approccio serioso se non vuoi che tuo figlio si scoraggi presto.

Cosa insegna la pallavolo: “Sul campo il volley è la squadra che conta: si vince solo se ognuno da il meglio di se. Non a caso la pallavolo è uno sport praticato per il 75% da femmine: le ragazzine amano lavorare in team perché hanno una predisposizione a condividere tutto con le compagne.

Il consiglio di Lucchetta ai genitori: “Infila nello zaino di tuo figlio una palla piccola. Cosi ogni volta che ne ha occasione potrà approfittare per allenarsi e divertirsi”.

Lo sport come sappiamo fa bene al fisico dei più piccoli. Piero Astegiano medico dello sport e direttore dell’istituto di Medicina dello sport di Torino spiega il perché: “Il volley è uno sport molto completo che aiuta a sviluppare in modo armonico sia gli arti inferiori che superiori. E poi la palla non deve cadere, così non solo sei stimolato a essere scattante, ma anche a scegliere la mossa migliore da fare in pochi secondi.

 

Fonte: Donna Moderna

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