VOLLEY E TV: UN BINOMIO VINCENTE

Pubblicato il 12/05/2014
12/05/2014

di Iacopo Volpi

Pallavolo e televisione, una storia antica, un binomio che ultimamente  ha fatto dei progressi enormi a livello di qualità ma che già nei lontani anni '70 faceva ben sperare in un matrimonio sereno.

La prima Italia che ci fece un po' sognare in mondovisione fu quella che al palazzetto dello sport di Roma gremito di folla si qualificò per le Olimpiadi di Montreal 1976.

Guardando ancora un po' più indietro ad inizio anni '70 c'era stata una epica vittoria all'Universiade di Torino ed un mondiale in Messico, ma di tutto questo non abbondano i fotogrammi TV.

Montreal e i giochi olimpici segnarono il primo spartiacque per delle riprese televisive che fossero degne di tale nome.I canadesi usarono un discreto numero di telecamere, le partite non erano ancora a velocità supersonica, i gesti tecnici, superiori a quelli atletici, venivano ripresi con cura dalla televisione locale che non abbondava in replay (all'epoca erano solo immagini un po' rallentate) ed altri particolari.

Il mondiale di Roma 1978 ripreso dalla RAI con lo splendido gabbiano d'argento, fu la prima rivoluzione culturale TV per il volley, con l'aumento del numero delle telecamere e soprattutto con le prime riprese dal basso ed una regia competente. Questo mix fece diventare la partita molto gradevole per il telespettatore, non solo per chi era addetto ai lavori e quindi a conoscenza delle regole dello sport con la rete in mezzo, ma anche per chi, senza troppe nozioni si godeva lo spettacolo innaturale di un pallone che non cascava mai, o quasi.

Mosca 1980 non lasciò certamente il segno nel rapporto pallavolo TV, mentre quattro anni dopo a Los Angeles gli americani ci fecero divertire con replay, i primi slow motion, la telecamera da dietro molto gradita dagli allenatori per studiare schemi e quant'altro. Insomma, la pallavolo ti arrivava finalmente con grande chiarezza dentro casa.

Lo dico con cognizione di causa perchè ebbi, per una serie di fortuite e fortunate coincidenze, l'onore e l'onere di commentare in diretta dagli studi di Roma la finale per la medaglia di bronzo tra Italia e Canada in prima serata. Primi piani dei giocatori, molte inquadrature degli arbitri dalla cui gestualità puoi capire cosa hanno fischiato. Una bella visione generale del match, con primi piani e particolari alternati a spettacolari azioni di gioco.

Ma, nel 2014, sarebbero sicuramente ancora attuali le riprese del Mondiale di Francia 1986 dove i padroni di casa avevano una squadra fortissima che puntava a vincere il titolo e che invece si perse in una storica partita contro il Brasile a Tolosa dove Bouvier e soci si fecero rimontare da 14 a 3 nel set decisivo.

Ma questa è un'altra storia, tornando alla TV le telecamere erano più di 10, i registi molto bravi e preparati sul gioco così da poter anticipare qualsiasi mossa, i replay numerosi ma brevi, il pallone non usciva mai dall'inquadratura(sembra banale ma se al regista sfugge la visione del pallone non si capisce più nulla).

Il mitico incontro Stati Uniti Unione Sovietica, pieno di significati sportivi e non, fu veramente una meraviglia non solo per chi si trovava a Parigi, ma anche per chi era rimasto comodamente seduto sul divano.

Facciamo un grande salto ed arriviamo al mondiale italiano del 2010. Una sinergia perfetta tra comitato organizzatore e la RAI, ha permesso di regalare un grande spettacolo uniformando la produzione, uguale su tutti i campi con delle ricche integrazioni per le partite dell'Italia.

Lo schema standard di ripresa era composto da 10 telecamere, quando scendevano in campo gli azzurri ce ne erano almeno altre quattro.

Due telecamere sistemate in alto sulla tribuna parallelamente al lato lungo del campo, una terza veniva messa un po' sfalsata più in basso. Due telecamere sul lato corto del campo da una parte e due dall'altra, una per le riprese dall'altra parte, una o due almeno a spalla per garantire tutti i particolari più belli ed emozionanti. Da una esultanza ad un tocco a muro, alla felicità di una faccia dopo un punto, contrapposta alla breve disperazione sportiva di chi il punto lo ha perso.

E poi, la famosa net cam, piccola ed impercettibile, sistemata sulla rete per analizzare rapidamente ogni dubbio al microscopio.

Ma, la grande lungimiranza della sinergia tra RAI e federazione, fu quella di partire con un anno di anticipo rispetto all'inizio del campionato del mondo. Nazareno Balani, storico regista, fece un vero e proprio corso con sei colleghi che hanno lavorato per tutta la stagione sul campionato, la world league e gli altri tornei internazionali.

Il campionato targato RAI di questi anni è molto bello e spettacolare da vedere, così come negli anni precedenti lo era stato anche il competitor SKI.

 

Il racconto del volley negli anni è molto cambiato. Nei suoi primi anni di vita era affidato a telecronisti  bravi, con un eloquio ed una dialettica eccezionale. Grandi professionisti ma, nessuno di loro conosceva a fondo la materia di cui parlava.

In tempi più moderni, i telecronisti sia RAI che SKI avevano molto calcato i campi e le palestre di paese portando oltre ad una sicura competenza, un entusiasmo di fronte a tutte le cose belle che avevano la fortuna di vedere.

Poi, sono arrivate le spalle tecniche. Ognuno ha naturalmente le sue preferenze, ma nel volley non ho mai sentito dire che un ex giocatore o un allenatore impegnato al microfono fosse scarso.

Gian Paolo Montali è stato uno dei primi, poi in ordine sparso i mitici Zorzi, De Giorgi, Anastasi, Lucchetta, Galli,Fabio Vullo e mister secolo Bernardi. Ognuno con le sue caratteristiche, ma tutti con grande sintesi e proprietà di linguaggio. La nazionale femminile è stata accompagnata spesso dalla Mangifesta, prima dalla Marasi o dalla Maurizia Cacciatori.

Ma il risultato è stato sempre lo stesso: racconto pulito, linguaggio comprensibile, notazioni tecniche chiare, trasferimento al telespettatore anche delle emozioni che si vivono a bordo campo.

Insomma, volley e TV, mai fermarsi, ma l'esame sembrerebbe superato a pieni voti.

 

 

Importanza 1

Importanza 2

Importanza 3

Importanza 4