VOLLEY, VERSO IL MONDIALE: BONITTA, "PROGETTO CAMBIATO, MA LA MIA ITALIA CRESCE"

Pubblicato il 10/09/2014
10/09/2014

di Valeria Benedetti, Gazzetta dello Sport, 10 settembre 2014

Verso il mondiale. La Nazionale 2.0 la chiama, ma senza concedersi al vittimismo. E’ la realtà dei fatti: quella che si sta costruendo all’Acquacetosa in questi giorni non è la Nazionale che Marco Bonitta aveva immaginato a inizio mandato. In quella c’erano Francesca Ferretti, Lucia Bosetti e Tai Aguero. Un progetto basato sull’intesa già affinata delle prime due e sull’apporto di esperienza classe e personalità della terza. Due le ha perse per infortunio, l’italo-cubana ha fatto un passo indietro per motivi personali e il c.t. romagnolo si è ritrovato a uscire un po’ mestamente dal Grand Prix e dover riprogrammare il lavoro innestando tre vecchie conoscenze come Eleonora Lo Bianco, Paola Cardullo e Carolina Costagrande.

“In effetti le carte in tavola sono cambiate parecchio – ammette il 51enne allenatore che ha compiuto gli anni proprio qualche giorno fa, festeggiato da tutta la squadra -. Con Lucia Bosetti e Tai fuori, aspettiamo Francesca Ferretti. Il recupero sta procedendo abbastanza bene ma ancora è presto per pronunciarsi”.

Ma a due settimane dall’inizio ufficiale del Mondiale a Roma questa Italia che volto ha? “Il progetto tecnico è cambiato: abbiamo qualcosa in più come qualità in palleggio, perché la classe di Leo (Lo Bianco, ndr) non si discute. Un po’ meno di qualità in attacco perché Lucia era il nostro attaccante principale. Stiamo lavorando su altri equilibri. Purtroppo il Grand Prix non ci ha permesso di giocare tutte le nostre carte, abbiamo avuto un sacco di problemi fisici. Però stiamo lavorando bene. La situazione della struttura dell’Acquacetosa è ideale e non ci guardiamo troppo indietro. Aspettiamo le prime amichevoli (sabato 13 al Palazzetto dello Sport di Viale Tiziano la prima con la Turchia alle 19) anche se il valore di questi test è relativo. Bisogna gestire fisicamente le giocatrici più esperte”.

Ventenni e trentenni: una Nazionale senza mezze misure. E se le 30enni Bonitta le conosce bene, ha dovuto invece scoprire le qualità dei nuovi talenti. E sembra avere già le idee chiare: “Alcune stanno facendo un ottimo lavoro. Cito per tutti la Chirichella che si è distinta anche nelle prestazioni e si avvia verso una posizione di titolarità. Diverso il discorso per Valentina Diouf che se la deve vedere con una come Nadia Centoni che lotta, picchia, è una trascinatrice. E’ difficile toglierle il posto. Ma le diverse caratteristiche fisiche dei due opposti mi permettono di giocare la carta di un valido doppio cambio che era anche nel progetto iniziale. Staremo a vedere. Caterina Bosetti sta sgomitando in un ruolo in cui ha davanti giocatrici esperte che hanno voglia e, per età, sanno che probabilmente questo è il loro ultimo Mondiale, quindi giustamente non mollano. Forse dovrebbe sgomitare di più, ma sta lavorando bene”. Una differenza generazionale in alcuni casi notevole. “Beh sì, si vede. Le più esperte sono “trattori”, non lasciano nulla al caso, non mollano. Le giovani hanno una… interpretazione diversa”.

Incoraggiamento, è quello che fa il c.t. del femminile ai maschi alla vigilia della seconda fase del Mondiale. “Non conosco le dinamiche interne, singoli episodi possono cambiare tanto nel percorso di una squadra e quindi per rispetto di Berruto e dei ragazzi non mi permetto giudizi. Faccio il mio augurio sincero perché il Mondiale non è finito e ora devono solo pensare a vincere il più possibile. Le somme poi si tirano alla fine”.

Importanza 1

Importanza 2

Importanza 3

Importanza 4

Importanza 5